Il lavoro agile o smart working, introdotto con la legge 81/2017, costituisce una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato – diversa dal cosiddetto telelavoro – stabilita con un accordo tra datore e dipendente, che non prevede vincoli di orario o di luogo di lavoro, e prevede invece la possibilità di usare strumenti tecnologici per l’attività lavorativa. Normalmente la prestazione si svolge in parte all’interno dell’azienda, in parte all’esterno in un luogo scelto dal dipendente, non necessariamente la propria abitazione. Tuttavia, per effetto della pandemia, lo smart working si sta diffondendo con grande velocità soprattutto tra le mura domestiche.
Il Coronavirus ha stravolto il mercato del lavoro italiano, con una ripresa dell’economia che sembra avere il passo del gambero. Lo smart working infatti, ha avuto un vero e proprio boom al pari della cassa integrazione (oltre 440 mila posti di lavoro in meno), e con il crollo dei contratti a tempo determinato.
Da UniCredit a Bayer, da Vodafone a Sanofi e Accenture si consolidano nelle imprese gli accordi per gestire lo smart working nel post coronavirus
Senza lavoro agile i più penalizzati sono stati i più giovani, non laureati, delle piccole imprese e con meno esperienza nel ruolo ricoperto.
Per approfondire questo tema di grande attualità, Vi invitiamo all’incontro in videoconferenza (Zoom) sul tema “Smart working, il lavoro agile” il giorno 15 Aprile alle ore 18 al quale interverranno:
Alfio Guazzoni, Presidente di Informatica Solidale, David Tueta, Circolo Itinerante Georges Politzer, Roberta Musu, Segretario nazionale UIL COM settore editoria, cultura, spettacolo, Mario di Padova, pubblico dipendente.
Per partecipare all’incontro, occorre richiedere il link al numero 349/0777807.


