Informatica e Innovazione negli ultimi anni: le aree di maggiore interesse per il NonProfit

Per poter comprendere quanto l’ICT possa essere importante per lo Sviluppo Sociale facciamo mente locale su quello che abbiamo sperimentato recentemente:  la espansione di internet ha permesso opportunità e generato scenari impensabili fino a pochi anni or sono.

I due principali fattori abilitanti sono stati la disponibilità di accessi ad alta velocità (banda larga) a prezzi molto contenuti e la crescita di potenza dei personal computer e di altri strumenti di accesso alla rete, anche questi a costi accessibili ad un numero grandissimo di utilizzatori.

Questi due fattori hanno generato una potenzialità di condivisione di un media mai sperimentata nella storia, in questo preciso momento ci sono connessi ad internet centinaia di milioni di persone, e tutti servizi che potremmo mettere in rete potrebbero essere potenzialmente condivisi con tutti istantaneamente.

La diffusione della rete ha creato un contesto che ha azzerato lo spazio e il tempo per la comunicazione sociale.

Una conseguenza di questo nuovo contesto è stato lo sviluppo di soluzioni informatiche di comunicazione, di socializzazione, di business globale, con i risultati che ormai sono evidenti (si pensi ai social network, al lavoro a distanza, al training attraverso aule virtuali, al commercio elettronico, alla telemedicina, etc.).

Una prossima promettente area di espansione e’ quella delle soluzioni di geolocalizzazione; si pensi a quanto siano ormai mature le tecnologie dei nostri navigatori satellitari, e a quante opportunità si potranno generare nella applicazione di questa tecnologia agli apparati mobile (cellulari e smartphone)  o ai nuovi strumenti tablet.

E ancora una volta non pensiamo solo al business, al social network o al gioco…

La prima a area quindi su cui operare per fare in modo che l’ICT diventi un fattore importante per il supporto sociale, è quello delle Telecomunicazioni e dell’accesso ad Internet.

Lo scoglio da superare è quello di portare questa tecnologia anche dove non c’e’ un ritorno economico immediato o dove in generale le infrastrutture non consentono la implementazione di soluzioni affidabili e con prestazioni minime garantite.

Se poi si considera il mondo dei Social Network, che e’ la naturale estensione dell’accesso alla rete e soprattutto è il modello che permette con facilità di condividere propri contenuti, si può pensare a quante informazioni utili possono essere disponibili e quale platea sarà sempre attiva per fini nobili e per le proposte di chi vuole lavorare per un mondo migliore.

C’è solo l’imbarazzo della scelta e in un universo informativo ormai praticamente illimitato ma, nel prossimo futuro, per sfruttare le opportunità della rete non sarà sufficiente avere buoni propositi e buone informazioni, occorrerà soprattutto saperle portare alla attenzione della giusta audience.

Un’altra area interessante per lo sviluppo del settore NonProfit nel prossimo futuro è quella del “cloud computing”, cioè delle infrastrutture “as a service”.

Questo nuovo modo di sviluppare e utilizzare piattaforme/applicazioni, completamente online e senza necessità di infrastrutture proprie, potrebbe permettere ulteriori salti di qualità nel software a disposizione, ridurre i costi di gestione per via della maggiore economia di scala,  ed evitare gli storici problemi del software “fai da te”, tanto diffuso quando dannoso nel Terzo Settore.

In questo contesto potrebbe invece essere interessante il modello di sviluppo Open Source, che permette di migliorare la qualità del software attraverso progetti condivisi e di mettere a fattore comune le scarse risorse disponibili.

Tutto questo senza dimenticare un altro fattore fondamentale che è la costruzione di skill e know how informatico adeguato negli addetti del settore…. gli informatici da soli non bastano.

Se quindi volessimo sintetizzare le priorità per lo sviluppo dell’ICT nel NonProfit potremmo elencare:

  1.  Connettività e banda larga  
  2.  Social Networking e presenza attiva in rete  
  3. Applicazioni “open source” condivise in modalità “as a service”  
  4. Trasferimento della Conoscenza

 Claudio Tancini