Cronache dalla nuova edizione del Corso “Uso consapevole dei Social Media” (primavera 2022)
di Giovanni Dalla Bona
È sabato mattina. Scelgo sempre di fare i corsi del progetto #INCLUDI di Informatica Solidale al sabato mattina. È un giorno in cui sono più rilassato, non ho altri impegni pressanti di lavoro a disturbarmi e posso concentrarmi meglio sui ragazzi “speciali” del progetto #INCLUDI che fra poco, alle 10:00, incontrerò e che si aspettano molto da me. Sicuramente più di quanto io potrò dare loro.
CONSAPEVOLE? MA COSA SIGNIFICA?
Il corso si intitola “Uso consapevole dei Social Media”, ci partecipo da diversi anni per parlare di contenuti e lo faccio sempre con sentimenti contrastanti: da una parte, come docente, ho sempre il desiderio di condividere con gli allievi quello che so sui social media, dall’altra però mi chiedo sempre cosa significhi “uso consapevole”. Non solo dei social, ma di qualsiasi strumento o talent in genere.
Cos’è la consapevolezza? Come puoi trasmetterla?
La consapevolezza non la ottieni con una procedura del tipo “apri l’applicazione, poi vai sul menù a destra, scegli l’opzione “consapevolezza” e dai l’ok”. Magari fosse così.
Gli allievi non lo sanno, ma è a questo che io penso mentre le webcam si accendono e io conosco finalmente la bella compagnia con cui passerò qualche ora per un paio di sabati.
CHE BELLA LA VARIETÀ
I primi minuti sono sempre uguali, quando si fanno i corsi a distanza: “Mi senti? Mi vedi? Spegni il microfono che sento tornare la mia voce! Pronto, pronto, mi vedete?”, ma poi finalmente cominciamo e gli allievi si raccontano attraverso i loro desideri.
E allora scopri che il web e i social media sono mondi multiformi, che cambiano di dimensione e caratteristiche a seconda di chi li usa.
“Io voglio usarli per farmi conoscere” dice una persona, “io per trovare lavoro”, “io per vendere i miei prodotti”, “io perché voglio solo usarli meglio”.
Nel marketing si lavora per obiettivi (obiettivi di marketing, appunto), ma qui solo pochi hanno qualcosa da vendere. E allora la domanda si ripropone nella mia testa, anche se non la faccio direttamente a loro: ”quale consapevolezza volete che vi insegni in queste ore”?
CONTENUTI CONSAPEVOLI
Io lo so che i social media sono un grande palcoscenico, gli allievi ancora non lo sanno. Ecco, forse questa potrebbe essere la chiave per aprire la porta della consapevolezza.
E allora comincio con due domande che tutti dovrebbero farsi: “Cosa vuoi che gli altri pensino di te? E cosa pubblichi perché gli altri pensino di te davvero quello?”.
Sì, la lezione prende forma, arrivano le risposte, parliamo di testi, parliamo di percezione, parliamo di fotografie, parliamo di cosa pensiamo noi e di cosa pensano gli altri, parliamo di reputazione, parliamo della differenza fra contenuti pubblicati senza pensarci e contenuti consapevoli.
Mi diverto, gli allievi si divertono e, proprio alla fine dell’ultima lezione arriva la domanda che mi fa intuire che abbiamo lavorato bene e che mi permette di dire quello che avevo in testa sin dall’inizio: scrivere sui social è una responsabilità, non siamo soli, non è vero che è casa nostra, è una grande piazza piena di gente e, scrivendo, possiamo fare del bene, ma possiamo anche fare del male. E noi dobbiamo essere consapevoli di questa responsabilità e di questo potere che abbiamo.
Le lezioni sono finite. Ancora una volta, al progetto #INCLUDI, io ho imparato molto più di quanto ho insegnato.
P.S. Ricordo che il progetto #INCLUDI! si rivolge a persone con disabilità […] per favorirne l’integrazione nel sociale puntando sul miglioramento delle conoscenze informatiche.
P.P.S.S. ringrazio Laura Luongo, ex allieva e, al momento del corso, mia tirocinante, per essere intervenuta ed aver fatto un bell’approfondimento sul tema delle fotografie e delle inquadrature.


