I ragazzi della GenZ ed i pericoli del Web

Genzcyberbull

Oggi, 7 febbraio, è la Giornata Nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo. Si tratta della quinta edizione a partire dal 7 febbraio 2017 (nata in coincidenza con la Giornata Europea della Sicurezza in Rete -Safer Internet Day- indetta dalla Commissione Europea), in cui furono presentate proposte didattiche dalle scuole e da tutte le istituzioni scolastiche italiane chiamate a dire “NO” al bullismo a scuola, dedicando la giornata ad azioni di sensibilizzazione rivolte non solo agli studenti ma a tutta la comunità.

Il Ministero dell’Istruzione è impegnato da tempo sul fronte della prevenzione del bullismo, del cyberbullismo e di ogni forma di violenza, compresa quella di genere (ad essere colpite, infatti, sono spesso le ragazze). Tra le azioni poste in essere: il rafforzamento della Media Education nell’ambito dell’Educazione Civica, la formazione dei docenti, l’alleanza con l’Ordine nazionale degli psicologi, per offrire alle scuole uno strumento in più, soprattutto in questo momento di pandemia, in cui le nostre vite e abitudini sono state tutte stravolte, ma anche e soprattutto quelle dei ragazzi. I dati raccolti da Ministero ed Ordine degli psicologi, sono preoccupanti. Descrivono ragazzi più tristi, irritati, inclini agli sbalzi d’umore. C’è un’emergenza nell’emergenza che non può essere ignorata.

I dati raccolti nel 2020 (attraverso le risposte di 6.002 adolescenti, dai 13 ai 23 anni, provenienti da tutta Italia) dall’Osservatorio Indifesa di Terre des Hommes e Scuola Zoo, presentati in occasione di questa giornata spingono a riflettere affinché ci sia una presa di coscienza intorno a questo fenomeno. Tra i partecipanti alla rilevazione 6 su 10 dichiarano di non sentirsi al sicuro online.

Tra i ragazzi della cosiddetta Generazione Z (o GenZ) che hanno partecipato all’indagine dell’Osservatorio, il 68% dichiara di aver assistito ad episodi di bullismo o cyberbullismo mentre il 61% conferma di esserne vittima. Ragazzi e ragazze non si sentono al sicuro sul web. Nell’anno del Covid-19 i giovani esprimono tutta la sofferenza per il senso di solitudine, il 93% di loro afferma di sentirsi solo, con un aumento del 10% rispetto all’anno precedente. “La solitudine sta portando anche a un ripiegamento sempre maggiore nei social dove aumentano i rischi di bullismo, cyberbullismo e, per le ragazze, di revenge porn.“- afferma Paolo Ferrara Direttore Generale di Terre des Hommes.

Anche Informatica Solidale è sensibile a queste riflessioni e, per quanto possibile, grazie a mirate azioni didattiche inclusive, offre il proprio contributo per una fruizione del web più sicura, nella concreta speranza che, diffondendo sempre più consapevolezza e rispetto, presto non ci sia più bisogno di una giornata contro il bullismo.

>>> Programma MIUR del Safer Internet Day