Dopo Fa’ la Cosa Giusta immaginiamo un “Futuro in connessione”

Oplus

Terminata l’esperienza di Fa’ la Cosa Giusta 2026, facciamo un bilancio nella prospettiva di una visione di solidarietà caratterizzata da un’ampia partecipazione trasversale.

“Benvenuti a Valori in Connessione, un percorso di dialoghi e approfondimenti all’interno della fiera Fa’ la Cosa Giusta, promosso da Informatica Solidale, Help3 e Mamo Educational Foundation ETS. 

Tre realtà del terzo settore che desiderano abbattere le barriere tra le diverse forme di volontariato perché convinte che la solidarietà, proprio come un software open source, cresce solo se condivisa.

‘Valori in Connessione’ è un itinerario attraverso tematiche attuali e sociali, pensato sia per creare spazi di confronto e di ispirazione condivisa sia per mostrare come i valori si connettono le esperienze si incontrano e le relazioni si rafforzano.

Proprio per questo abbiamo invitato alcuni nostri partner a raccontarsi, incrociare le proprie esperienze e presentarsi al pubblico di Fa’ la Cosa Giusta.”

Con queste parole, i conduttori delle tre realtà espositrici presenti presso lo Stand F71 H68 (Pad.16) di “Fa’ La cosa Giusta 2026” dal 13 al 15 marzo a Rho Fiera Milano invitavano i visitatori ad accostarsi per partecipare a ciascuno dei sedici eventi proposti all’interno del ricco e variegato programma che vedeva protagoniste sei Associazioni, due Fondazioni, una Cooperativa oltre alle Istituzioni culturali delle Biblioteche di Milano. Tutte realtà cui è stato offerto uno spazio per presentarsi.

Il grande successo di pubblico e l’energia raccolta dal Progetto “Valori in connessione” ci hanno confermato una verità fondamentale: oggi è più che mai necessario superare una visione frammentata di solidarietà a favore di una partecipazione trasversale. D’altronde il “codice” del cambiamento sociale è, per sua natura, aperto e collaborativo.

Proprio per questo, è auspicabile che l’entusiasmo dei giorni in Fiera vada oltre lo smontaggio dello Stand.

“Valori in Connessione” non può rimanere un semplice titolo limitato ad una bella esperienza solidale. Anzi, occorre che si protragga nel tempo come un Claim che sia sinonimo di un percorso fatto di concretezza, caratterizzato dall’impegno costante a far rete ed imperniato sulla valorizzazione delle singole competenze e sulla connessione di ogni valore. Siamo convinti che la nostra forza risieda proprio in questi “ponti” che abbiamo appena iniziato a gettare perché solo così saremo in grado di realizzare ciò che promette il payoff “Più relazioni. Più impatto solidale”.

Immaginiamo un “Futuro in connessione” che trasformi i dialoghi presso lo Stand in un percorso più strutturato che potremmo immaginare così:

  • Competenze integrate: innovazione e strumenti digitali diventano risorse utili per ogni progetto sociale, senza essere solo un fine; l’obiettivo è mettere le tecnologie al servizio della Persona (come nel caso dell’Intelligenza Artificiale, ad esempio), potenziando l’impatto di chi opera sul campo, dai servizi al cittadino, alla tutela dei diritti, fino alla cura del territorio.
  • Un ecosistema di prossimità: in cui la tecnologia sia il tessuto connettivo che permette alle nostre diverse missioni di comunicare, scambiarsi buone pratiche e moltiplicare le risposte ai bisogni della comunità.
  • Laboratori di idee permanenti: per progettare insieme interventi che rispondano alle nuove povertà — siano esse digitali, educative o sociali — parlando con una voce unica, autorevole e, quindi, più forte.

Non più di un mese fa Alfio Guazzoni, nostro Presidente, nel salutare la famiglia di Informatica Solidale, così descriveva gli ideali che mettono in connessione le Persone di questa nostra meravigliosa Organizzazione:
“Se dovessi descrivere la nostra OdV con una metafora tecnica, direi che siamo una rete a maglia:
non c’è un solo nodo centrale, ma ognuno di voi — soci e volontari — è fondamentale.
Siamo “valori in connessione”: la solidarietà, la gratuità e la passione sono i nostri protocolli di comunicazione.
Finché resteremo connessi a questi ideali, la nostra rete non cadrà mai, a prescindere dalle sfide esterne.”

Continuiamo dunque ad usare la tecnologia come un ponte, mai come un muro e confidiamo che ci si possa nuovamente ritrovare intorno allo stesso tavolo progettuale perché l’ispirazione di Fa’ la Cosa Giusta 2026 si trasformi in una collaborazione permanente di servizio e di proposta culturale.